Sissi (Italian Edition) by Brigitte Hamann

Sissi (Italian Edition) by Brigitte Hamann

autore:Brigitte Hamann [Hamann, Brigitte & Cuzzelli, Giorgio]
La lingua: ita
Format: epub
Tags: ebook
Amazon: B06XPLYPVN
editore: Tea
pubblicato: 2017-03-22T23:00:00+00:00


Sissi trascorreva con la bambina più piccola una buona parte dell’anno in Ungheria o Baviera e lasciava che l’imperatore a Vienna assolvesse da solo i compiti di rappresentanza, così da provocare interminabili critiche come, per esempio, quella registrata nel diario di Crenneville al giovedì santo del 1869: «Di servizio in chiesa e lavacro dei piedi. S.M. [Sua Maestà] è solo perché la Regina!! risiede a Ofen».

L’imperatrice continuava a deludere i viennesi rifiutandosi di partecipare ad avvenimenti degni di nota.

Nel maggio del 1869, per esempio, venne inaugurato il nuovo teatro dell’Opera, uno dei palazzi più belli e più dispendiosi della Ringstrasse. Con molta dedizione, gli architetti avevano costruito e arredato un salone espressamente per l’imperatrice: in stile rinascimento, tappezzato con seta viola e ricchi fregi dorati. Tutto era stato approntato in maniera da aderire al gusto di Sissi: dalle pareti pendevano giganteschi dipinti raffiguranti Possenhofen e il lago di Starnberg; il lussuoso tavolo recava impresso il monogramma di Elisabetta. Il soffitto recava tre affreschi con temi tratti dall’Oberon di Weber. Nell’affresco centrale, Oberon e Titania comparivano nella veste di sovrani del regno delle fate in una conchiglia trainata da cigni, un delicato accenno al dramma preferito di Elisabetta, il Sogno di una notte di mezza estate, e al suo mondo fiabesco che anche Weber aveva ricreato nel suo Oberon. Poiché Elisabetta non manifestava un particolare interesse per la musica (all’infuori di quella degli zingari ungheresi), si era resa necessaria questa deviazione letteraria; ciò dimostrava inequivocabilmente quanta pena si fossero dati gli artisti nella costruzione e nell’arredamento del Salone dell’imperatrice.

La data dell’inaugurazione del nuovo teatro d’opera viennese venne posticipata per riguardo a Elisabetta, che si era trattenuta più a lungo del previsto a Budapest. Come se la costruzione del nuovo complesso non avesse già suscitato abbastanza scalpore (le critiche espresse dall’opinione pubblica nei confronti del nuovo teatro erano pur sempre costate la vita ai due architetti: van der Nüll si era tolto la vita un anno prima dell’inaugurazione, Siccardsburg morì pochi mesi più tardi di crepacuore), l’imperatrice fece del suo meglio per rovinare anche l’inaugurazione, posticipata per farle piacere. Benché avesse assicurato la sua presenza e fosse anche ritornata a Vienna, disdisse l’impegno con un brevissimo preavviso prima dell’inizio del Don Giovanni, che doveva inaugurare la stagione, accampando una scusa davvero magra: «Per indisposizione».

Dopo questo scandalo Elisabetta placò gli animi risentiti, facendosi vedere, per la prima volta da sette anni a quella parte, alla processione del Corpus Domini. La consorte dell’ambasciatore belga de Jonghe scrisse a Bruxelles: «Tutti erano furibondi; se non fosse venuta stamattina sarebbe probabilmente scoppiata una rivoluzione». Alle sette di mattina, Elisabetta dovette essere pronta per la processione al duomo di Santo Stefano. Indossava un abito di gran gala a strascico, di color malva con ricami d’argento e tempestato di diamanti, e aveva un’acconciatura molto complicata. Al tempo necessario per arrivare da Schönbrunn in città, bisognava aggiungere le tre ore impiegate in precedenza per la vestizione e la pettinatura. L’imperatrice si era dovuta perciò alzare nel cuore della notte,



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